„In casa deve cominciare ciò che dovrà brillare nel paese!“ („Zu Hause muss beginnen, was leuchten soll im Vaterland!“ – il noto pastore protestante e poeta dell’Emmental Jeremias Gotthelf l’aveva detto bene. La comunità vive grazie a famiglie che funzionano bene. Famiglie che educano i figli e i giovani, li formano e trasmettono loro dei valori, che a loro volta li rendono capaci di affrontare la vita, di superare i conflitti e di contribuire positivamente all’organizzazione della vita nella comunità.
Anche nella Costituzione federale è stata ancorata l’importanza del matrimonio e della famiglia. Tuttavia, cosa succede in realtà? La famiglia funzionante e tradizionale perde vieppiù valore nella nostra società. Il riconoscimento della donna di casa (o dell’uomo di casa) che si dedica alla cura della famiglia, al benessere e all’educazione dei figli, sta sempre di più scomparendo. È in voga chi mette la sua buona formazione, le sue capacità e la sua forza creativa il più completamente possibile a disposizione dell‘economia – anche dell’economia statale. Non solo la sinistra, ma anche le associazioni padronali e il PLR esortano ad affidare il più velocemente possibile i bambini agli asili-nido per tornare al più presto al lavoro.
Nella politica familiare, l’UDC segue un’altra strada: per lei il matrimonio e la famiglia rappresentano ancora e sempre il principio fondamentale e il nucleo della nostra società. Per questo combatte per la salvaguardia e il riconoscimento delle famiglie. Le famiglie con i loro bambini meritano in altri termini la particolare protezione e attenzione della società. E per l’UDC è pure chiaro che proprio i bambini piccoli, per la loro futura stabilità e sviluppo, abbisognano di persone di riferimento che diano loro calore e protezione. Perciò l’educazione dei figli si pone fra le responsabilità e i doveri dei propri genitori. Ciò non significa che i genitori non possano decidere di affidare l’accudimento dei figli a terzi dietro compenso e/o ai nonni o altri parenti e conoscenti. È una libera scelta della famiglia. Ciò nonostante, l’UDC respinge decisamente un’industria dell’accudimento promossa dallo Stato.
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