Gli inventori della nuova regolamentazione – che prevede la deduzione fiscale solo per l’accudimento da parte di terzi – motivano la trovata con il fatto che l’educazione personale dei figli rappresenta una prestazione che corrisponde anche a un reddito (se lo facesse un terzo, questo verrebbe retribuito e pagherebbe le imposte) che però non viene tassato. In altre parole, sarebbe ingiusto che una coppia con doppio reddito e con bambini debba pagare più imposte di una famiglia nella quale solo un genitore realizza un reddito tassabile.
Ma, accettando questa argomentazione, allora tutte le attività non remunerate (cucinare, pulire, tagliare l’erba, fare la spesa, stirare, volontariato, attività sociali e caritative, impegno in associazioni, ecc.) rappresenterebbero automaticamente un reddito fittizio che dovrebbe essere tassato. È la massima perversione del pensiero fiscale: in questo modo, tutta la nostra vita sarebbe una prestazione tassabile. Se si vuole eliminare l’ingiustizia delle imposte troppo alte, allora bisogna innanzitutto coerentemente eliminare la penalizzazione progressiva delle coppie sposate (splitting totale). Non è una soluzione pretendere di compensare un’ingiustizia esistente (progressione nella tassazione delle coppie sposate) con un’altra ingiustizia (deduzione fiscale solo per l’accudimento da parte di terzi).
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